ArticoliRivisti February, 7th 2009 by oogo

Sia fatta la volontà di Eluana

Mi ero ripromesso che non avrei più parlato di Eluana, che avrei rispettato come un amico, un familiare, un fratello la situazione terribile che suo padre Peppino sta vivendo nel rispetto di un mistero che trascende infinitamente la nostra ridicola piccolezza terrena. Un silenzio che dovrebbe diventare comune preghiera e, invece, è continuamente interrotto da un insistente rumore politico disturbante che vuole portare troppo banalmente in piazza il dibattito su un tema che dovrebbe interrogare non la politica, nè una religiosità secolarizzata, quanto piuttosto noi stessi e solo noi stessi, Eluana e solo Eluana, suo padre e solo suo padre, nel silenzio umile del mistero che lo avvolge. Un rumore, per questo doppiamente fastidioso in cui le parole di un premier e di un capo religioso diventano solo irritanti e sostanzialmente irrilevanti rispetto all’infinito silenzio dell’Onnipotente e per chi quel silenzio cerca di ascoltarlo dentro di sè. Parole arroganti, soprattutto quando la presunta coscienza di un singolo, in odore di strumentalizzazione e abuso di potere, vuole farsi parossisticamente coscienza di tutti, a costo di piegare lo stato di diritto e quelle poche certezze che ancora guidano la nostra coscienza civile.
La morte è il più grande problema della vita e, se è difficile comprenderlo per ognuno di noi, tanto più la politica non può riuscirci perchè dovremmo finire col chiederci che cosa sia morte e cosa non lo sia o se, in quest’era di grande fiducia nel progresso scientifico e tecnologico, il sostentamento alimentare operato dai medici possa realmente sostituirsi alla vita. Sono problemi a cui solo l’individuo può dare delle risposte non la comunità e Peppino questa risposta a malincuore se l’è già data e, d’altronde, se l’era già data anche Papa Giovanni Paolo II quando in punto di morte, rifiutando su di sè qualsiasi forma di accanimento terapeutico per tenerlo in vita, lo chiese con le parole di una semplice grande preghiera: “Lasciatemi tornare al Padre”. Oggi, Peppino Englaro chiede la stessa opportunità che fu concessa a Papa Woityla, ossia che sia fatto ciò che Eluana ha chiesto, in virtù, peraltro, di ciò che il catechismo della Chiesa Cattolica, ad opera dello stesso Ratzinger dice: che l’interruzione di “procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie, o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima”. Sia dunque fatta la volontà di Eluana, nel rispetto dell’uomo e dell’Eterno: lasciamo che Eluana ritorni in silenzio e in pace al Padre.

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