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ArticoliRivisti February, 3rd 2012 by oogo

Se l'aiuto arriva con un tweet

Le strategie di comunicazione e di raccolta fondi del mondo non profit sono in una fase di grande cambiamento grazie ai social network. Con potenzialità enormi

I social network sembrano essere la grande novità di questo inizio secolo. Grazie alla loro diffusione, queste finestre virtuali stanno diventando sempre più un mezzo efficace di comunicazione anche per il mercato, proponendo modelli comunicativi innovativi e strategici non solo per le imprese profit, ma anche per il mondo no-profit. In social come Facebook o Twitter è possibile estendere su un’ampia rete di contatti relazioni basate su un rapporto più personale e di fiducia con i propri donatori e questi possono diventare a loro volta veicolatori di relazione con l’organizzazione no-profit, divulgando la comunicazione su progetti e iniziative benefiche e aumentando, in questo modo, la rete sociale di contatti e donazioni (engagement). Per la maggior parte delle ONP Il fundraising è già diventato online e fin dalla sua nascita è stata subito chiara la sua efficacia. La prima iniziativa di fundraising online infatti, organizzata dall’American Red Cross nel 2001, è riuscita a raccogliere subito 64 milioni di dollari, pari al 14% del totale delle donazioni effettuate. La stessa Emergency in un periodo critico della sua attività ha ritrovato e aumentato il sostegno di milioni di donatori, grazie all’iniziativa di lancio su Facebook “io sto con Emergency”. È importante sottolineare che i casi di maggior successo di fundraising online attraverso i social media sono sempre mirati ad uno scopo specifico, legati a un’emergenza concreta del momento e ben definiti nell’obiettivo finale da raggiungere. I social media offrono anche la possibilità di instaurare relazioni ad ampio raggio basate sulla fiducia e la chiarezza, che sono capisaldi etici importanti per il mondo delle donazioni. L’agenzia italiana per le emergenze umane AGIRE, per esempio, ha organizzato all’interno di Twitter quattro incontri, tra settembre e novembre 2011, con gli operatori delle ONG a lavoro in Somalia, Kenia ed Etiopia, per “raccontare come le donazioni si stiano rapidamente trasformando in sostegno quotidiano per migliaia di persone” . L’iniziativa si è chiamata TweetUp#EAO (Emergenza Africa Orientale) ed è stata sviluppata in pieno stile Twitter: i partecipanti potevano intervenire alla discussione inviando il proprio tweet – entro i limiti dei 140 caratteri imposti dal social network – e inserendo come codice identificativo dell’iniziativa l’hashtag #EAO. “Da sempre l’informazione sul corretto utilizzo dei fondi donati dai milioni di italiani che sostengono il network Agire – sostiene Marco Bertotto, direttore dell’agenzia – è al centro delle nostre preoccupazioni. Per questo abbiamo deciso di usare le peculiarità di Twitter e la semplicità di accesso senza filtro che lo contraddistingue, come un nuovo strumento di rendicontazione e trasparenza verso i donatori”. Le realtà no profit stanno quindi facendo i primi passi con i social media, attratte dalla loro forza relazionale e dalle loro dinamiche reticolari, e siamo ancora a uno stadio iniziale di maturazione verso l’uso degli strumenti sociali in rete, ma abbiamo di che sperare che in futuro le ONP sapranno amplificarne il valore e le potenzialità.

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