Articoli November, 21st 2007 by oogo

Guerra di spie nel web

Reagan facendosene vanto disse di aver chiuso e vinto una volta per tutte la Guerra Fredda. Un conflitto silenzioso, segreto che tranne per alcuni avvenimenti eclatanti come la crisi di Cuba, si svolse completamente nell’ombra. Lontano dal sole e dalle luci della ribalta, si mossero guerrieri silenziosi senza volto, questo è il terreno delle spie. Da un lato la CIA, idolatrata ed esaltata da Hollywood come paladina della democrazia, tuttora esistente ed affiancata da una quindicina di sorelle minori (NSA, NGA, DIA, AIA, FBI ecc definite nello slang americano come “il minestrone di letterine” per le sigle e acronimi infiniti). Dall’altro lato vi era il KGB enorme apparato spionistico, contante durante il periodo detto della “cortina di ferro”, svariate centinaia di migliaia di agenti attivi. Si narra che nella Germania dell’Est, vi erano più spie ogni diecimila abitanti della somma di medici e dentisti. In poche parole, faticavi a trovare un medico, ma le spie erano ovunque e spesso proprio dentro alla vostra casa. Spero che questa metafora riesca a spiegare la capillarità che raggiunse l’infiltrazione del KGB nella Germania dell’Est. D’un tratto tutto finì, la CIA nel 1992 rimase vedova. L’Unione Sovietica crollò, morendo in preda a convulsioni intestine causate da rivendicazioni etniche e nazionalistiche. Il KGB durante il periodo di transizione, finì letteralmente fuori controllo, tanto da decretare la sua stessa fine. Nell’agosto del 1991 con un’azione molto avventata le spie tentarono il golpe ai danni di Gorbaciov. L’attaccò fallì, Gorbaciov non la prese benissimo e ordinò a Krijuchov di “liquidare” il KGB e di avviare una decentralizzazione graduale “dell’intelligenza” sovietica. Sembrava proprio che la Guerra Fredda fosse finita. Sembrava…
La CIA negli ultimi anni si è sentita sola, per la prima volta dalla sua fondazione nel 1947 era priva di un nemico vero. Nel recente passato era costretta a inseguire fantasmi sguscianti, informi, racchiusi sotto la dicitura “terrorismo fondamentalista islamico”. I risultati riportati nella prevenzione di attentati terroristici e nella decennale caccia a Bin Laden furono a dir poco vergognosi, a detta dello stesso senato USA. Qualche americano aveva cominciato a “incazzarsi” dato che “l’impresa” CIA costa ai contribuenti almeno cento miliardi di dollari l’anno (stima al ribasso). Una “spy factoring” delle dimensioni dell’intelligence americana, per esistere necessita di un avversario reale, tangibile e concreto. Spionaggio e controspionaggio per continuare a vivere e giustificare investimenti della dimensione dell’economia romena, hanno un disperato bisogno di agenti e spie infiltrate nemiche. Insomma di un nemico vero, non di qualcosa privo di essenza come è il terrorismo di Bin Laden&CO.
Ora l’intelligence americana non è più sola, la Russia prepotente e inflessibile di Vladimir Putin è tornata, affiancata dalla sempre più ambiziosa ed aggressiva Repubblica Popolare Cinese. La Russia dell’era Putin è basata, sia a livello politico, sia a livello economico su ex agenti segreti “scuola KGB”, protetti e coccolati dal Cremlino. Un quarto degli alti funzionari ora al governo sono spie in “pre-pensionamento” fedeli al vecchio collega di mille imprese. Putin ha sancito una nuova rotta per le varie agenzie nate dallo scioglimento del KGB, come: FSB (Sicurezza Interna), GRU (Intelligence Militare), e SRV (Intelligence Civile). La rotta è basata sull’alta tecnologia, per un campo di battaglia chiamato WEB, insieme alla Cina amica-nemica di sempre, hanno dato vita al più avanzato cyber spionaggio mai esistito. Il cyber spionaggio governativo è lontano anni luce dalle malefatte dei comuni hacker. L’Estonia ha imparato e compreso a sue spese la potenza di queste spie hitech. A seguito della sfida lanciata alla Russia, con il braccio di ferro risolto con la rimozione del monumento al soldato dell’Armata Rossa, hacker russi non meglio identificati paralizzarono la quasi totalità dei siti governativi estoni, paralizzando di fatto l’amministrazione estone. Secondo molti analisti militari la vicenda estone fu solo una “prova generale”.
Tutti dicono che nel XXI secolo la lotta per l’egemonia mondiale avrà due attori principali, gli immancabili USA e l’ambiziosa Cina… La lotta è già iniziata. Siamo di fronte a una Neo Guerra Fredda, la corsa agli armamenti è iniziata, l’obiettivo è il controllo dello spazio elettronico. L’intelligence cinese è in ascesa nella prima guerra per il dominio del Cyber Spazio. Il cyber spionaggio è lo strumento scelto dalla Cina per rovesciare la supremazia americana. Il Ministero della Sicurezza di Stato cinese, sta sfornando i migliori cyber 007 del globo, in grado di perlustrare siti protetti definiti inattaccabili, ricchi di informazioni riservate. A settembre Parigi, Londra e soprattutto Washington hanno subito le incursioni di Cyber agenti cinesi, in grado di violare il computer e danneggiare irreparabilmente il computer del sottosegretario americano alla Difesa, Robert Gates. Sun Yiming e Yang Liping, sono i nomi di due ufficiali cinesi a capo di uno dei programmi più avanzati di “Cyber Guerra” contro gli Stati Uniti. Questi due ufficiali conoscono a menadito i protocolli di comunicazione Nato, e il Pentagono conosce bene i loro recenti successi. Un’unità di hacker ai loro ordini, è riuscita a mettere off-line paralizzandola una portaerei americana nel Pacifico, lasciandola inerme e praticamente alla deriva. Alcune divisioni dell’esercito statunitense (come 82esima e la 101esima) hanno subito almeno qualche migliaio di intrusioni di hacker cinesi nei loro sistemi informatici. Decine di computer dell’esercito USA risultano talmente ricolmi di “troyan horse” made in China, da dover essere distrutti perché irrecuperabili. Sembra una visione irrealistica del WEB, ma un’indagine dei “cervelloni” del Congresso Americano, ha concluso che presto molto presto, l’intelligence cinese avrà capacità e conoscenze per mettere segno un cyber attacco in grado di paralizzare le centrali elettriche americane. Lasciando al buio quasi il settanta percento del territorio americano.
In Cina però si lamentano delle continue incursioni di hacker americani ed europei, è un gioco rischioso per il dominio del WEB. L’Esercito di Liberazione Popolare organizza “gare” in cui si selezionano gli hacker più brillanti. Secondo alcune fonti rimbalzate dai blog cinesi, l’ultimo giovanissimo vincitore ha dimostrato la sua bravura violando niente meno che il sito della Nasa, davanti agli occhi stupefatti degli esaminatori. Bisogna dire però che i cinesi sono molto avvantaggiati nella cyber guerra, producendo la quasi totalità degli hardware utilizzati dall’occidente e dal governo americano (in particolar modo) sono a conoscenza di tutti i talloni d’Achille e dei punti migliori in cui colpire il nemico. Mi direte: ”Ma l’hardware è solo ferraglia, sono i software che fanno funzionare un PC!!”. Nemmeno per questo dettaglio i Cyber Guerrieri cinesi hanno problemi. Gli cyber 007 cinesi sono per prima cosa ottimi programmatori e ricercatori, finito l’addestramento sono assegnati, generalmente a destinazioni straniere per periodi che fluttuano tra i sei e i dieci anni. Negli Stati Uniti dentro le frontiere americane quindi, arrivano ogni anno decine di migliaia di ricercatori universitari cinesi, inviati con ricchissime borse di studio nelle università americane. Non vi è dubbio che molti di essi siano componenti dell’Esercito di Liberazione Popolare. Le comunità asiatiche sono di notevoli dimensioni specie nella West Coast e nella casa del software, la Silicon Valley californiana, le dimensioni notevoli le rendono quasi inattaccabili e forniscono un’ottima copertura agli agenti infiltrati. Questi 007 dagli occhi a mandorla, secondo i dati del FBI stanno trafugando un numero enorme di brevetti sia militari che civili, inoltre stilano liste dei punti deboli dei provider e dei server che compongono la rete governativa USA. Le multinazionali più avanzate nell’innovazione tecnologica forniscono le tecnologie e hanno contratti con tutte le più importanti agenzie americane. La FBI non sa che pesci pigliare, addirittura è arrivata a pubblicare annunci in lingua mandarina nella chianatown di San Francisco, con la speranza di trovare qualche collaboratore cinese che sveli come funziona e da chi è composta la rete spionistica cinese nel territorio americano. Nel frattempo tiene sotto controllo migliaia di ricercatori universitari made in China, spendendo e impiegando quantità di risorse ed uomini immensa. Ultimo inciso quando il cancelliere tedesco Merkel visitò insieme alla delegazione di industriali tedeschi Pechino, ordino ai delegati di non abbandonare mai i loro portatili e di usare il meno possibile i collegamenti internet. Per evitare che spie cinesi visitassero i database tedeschi alla ricerca di segreti industriali. Nella foto di gruppo si vedono tutti gli imprenditori tedeschi che stringono al petto il loro computer, si guardano intorno con aria terrorizzata, e il sorriso d’occasione sembra una paralisi facciale. Evidentemente la Merkel non prese bene il fatto di essere seguita, ad ogni passo, da un plotone di agenti hitech cinesi, non accetto nemmeno le loro intrusioni nei sistemi informatici tedeschi, ed al momento del brindisi con il primo ministro Wen Jiabao, denunciò pubblicamente le malefatte degli ospiti. Il primo ministro cinese si limitò a sorridere, accusando un non meglio identificato “gruppo isolato di hacker civili”.
Siamo all’inizio della guerra per il dominio del cyber spazio o è solo un gridare al lupo? Se i dati raccolti e divulgati dal Congresso e dal Pentagono USA sono veri, c’è da stare allerta. Comunque lo scopriremo entro il prossimo decennio.

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