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Rumori digitali September, 3rd 2008 by oogo

Google Chrome: in principium erat verbum

Ho postato questo commento a Luca De Biase su Crossroads di Nova (IlSole 24Ore) in merito a Chrome, il nuovo browser di Google:

Mi sembra che giri molto entusiasmo attorno a tutto quello che fa Google, ma se Chrome rappresenti già da ora qualcosa di rivoluzionario questo non ci è dato ancora di saperlo. Chrome è un browser che eredita efficienza e velocità dalla migliore tradizione tecnologica opensource del web degli ultimi anni: Mozilla, il webkit Apple e tutte le varie tecnologie nuove della Rete – Ajax, Php, Xml etc. – potenziate ora anche da un nuovo motore Javascript (V8). Chrome rimane per ora potenza e tecnologia in azione, ma niente di innovativo e rimangono, pertanto, molteplici gli interrogativi ancora irrisolti che girano attorno a Chrome di Google.
Viene da chiedersi, per esempio, perchè Google abbia deciso di costruire l’ennesimo nuovo browser per far funzionare le sue applicazioni e quelle fornite dalle terze parti e non abbia perseguito invece quella che è l’attuale tendenza collaborativa e connettiva del web, per esempio lavorando su nuovi widgets o potenziando gli embedded task. Oggi il web si muove sulla collaborazione, sulla partecipazione e la trasversalità nell’offerta di servizi: perchè Google allora decide, al contrario, di accentrare tutto all’interno di un’unica piattaforma che a tutti gli effetti potremmo chiamare già esclusiva per certe funzioni (vedi Js V8)? Dice bene Luca che Google parte sempre in sordina, non solo, ma ha studiato pure un nome innocente e subdolo come “browser” per quello che a tutti gli effetti vuole diventare la nuova piattaforma operativa online in grado di eseguire “tutte le più avanzate applicazioni web” che verranno ora sviluppate per essa. L’impressione è che Google voglia non solo inglobare il massimo delle future opportunità offerte dallo sviluppo del web, catalizzando attorno a sè il mondo dell’opensource, ma faccia questo per arrivare a controllare – oltre alla ricerca di contenuto – anche il contenuto stesso e i suoi processi di trasferimento che è quello che fa per l’appunto un browser. Di questo passo Google finirà col controllare tutto ciò che passa dall’utente finale a lei. E infatti, dice Google, questo è solo l’inizio: Google Chrome è tutt’altro che un progetto terminato.

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