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Articoli January, 14th 2010 by oogo

Divertirsi su Facebook? Conviene all'azienda!

Hanno bloccato l’accesso a Facebook in azienda? Poco importa perchè il famoso social network ha introdotto una nuova funzione che ti permette di rispondere e commentare le inserzioni in bacheca attraverso il semplice uso della posta elettronica.
Ogni volta che vengono pubblicati in bacheca commenti, immagini, video e articoli – sempre che l’utente non l’abbia bloccata nelle impostazioni – arriva di consueto una notifica e-mail. La differenza è che, mentre prima per rispondere si doveva accedere al sito web di Facebook, ora invece si può rispondere direttamente dalla e-mail di notifica semplicemente cliccando sul link “Reply”. Si scrive il messaggio come se rispondessimo a un nostro collega o collaboratore, si spedisce e, come per magia, il messaggio viene automaticamente pubblicato su Facebook.

Come risponderanno le aziende che hanno censurato l’uso dei famoso social network ai loro dipendenti, con notevoli investimenti in termini di protezioni software, ora che il pericolo rientra dalla finestra delle e-mail? La realtà dei fatti è che la censura può essere solo un rimedio breve e transitorio, quasi sempre inefficace e molto dispendioso.

Le aziende continuano a spendere milioni in software per bloccare e censurare siti online, servizi di video sharing e social network con la scusa che perdono milioni in termini di produttività, quando la media dei dipendenti che “perdono” tempo in Internet in un’azienda rimane sempre attorno al 20%. Anzi, il fatto curioso è che pare pure che l’azienda tragga più benefici da questi ultimi che non dai dipendenti meno assuefatti a Internet. Un recente studio dell’Università di Melbourne ha dimostrato, infatti, che le persone che navigano per divertimento in rete in orario di lavoro sono più produttive di quelle che non lo fanno di circa il 9%. Brant Coker, autore della ricerca, sostiene sostanzialmente che leggere le notizie e navigare in Internet, anche per divertimento, contribuisce a migliorare la concentrazione dei dipendenti. Insomma, oltre all’attività creativa, ci vuole pure quella ricreativa e vietare l’uso di Facebook in azienda non comporta più rischi in azienda di lasciare i dipendenti leggersi il giornale in qualche pausa di lavoro.

E allora perchè le aziende invece di chiudere banalmente gli accessi, non riescono a tradurre in un vantaggio competitivo le nuove opportunità offerte dal web? Tuttavia, una ricerca di FrozenFrogs, agenzia specializzata sui media emergenti, ci rivela che in Italia esistono aziende che non vogliono proprio rinunciare a Facebook, come Piaggio, Ducati, Fiat, Dolce&Gabbana, Nolita, società che raccolgono milioni di fan all’interno delle loro pagine in Facebook con un’ottima ricaduta in termini di engagement rate (E.R.) che è un indice di coinvolgimento in grado di misurare l’efficacia degli investimenti sui social media per un’azienda. Dalla ricerca emerge anche come i fattori vincenti per avere un E.R. elevato sono il lancio di nuovi prodotti – preferibilmente ecosostenibili – le promozioni, il raggiungimento di obiettivi, i test e i sondaggi. Pare quindi che in Italia automotive e fashion siano i settori più all’avanguardia in termini social media marketing, con E.R. più alti addirittura delle aziende telefoniche, mentre le aziende editoriali, che avrebbero la necessità di scambiare informazioni mediante l’ausilio di strumenti moderni di indagine giornalistica, continuano a rimanere al contrario le più antiquate e impermeabili all’uso del social networking.


futureman

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