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Articoli January, 1st 2010 by oogo

Apple in Cina: think indifferent?

Uno degli slogan che hanno reso grande Apple era quel famoso “think different” che alla fine degli anni Novanta legava l’immagine della casa di Cupertino al pensiero rivoluzionario di personaggi storici anticonformisti, ribelli, come Gandhi, Martin Luther King, Rosa Parks.

“Costoro” diceva lo spot Apple “non amano le regole, specie i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro, potete glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli perché riescono a cambiare le cose perché fanno progredire l’Umanità. e mentre qualcuno potrebbe definirli folli noi ne vediamo il genio. Perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo lo cambiano davvero”.

Dopo dieci anni dobbiamo pensare che Apple abbia cambiato un po’ le sue vedute, dal momento che ha bloccato il download di applicazioni iPhone relative al Dalai Lama in Cina, aggiungendosi in questo modo alla lista dei grandi colossi informatici che arrivano a censurare i propri servizi sul mercato cinese, alla pari di Yahoo e Google che da diversi anni filtrano nel paese le informazioni dai propri motori di ricerca.

Reporters Sans Frontieres ci informa che Yahoo aveva addirittura fornito delle informazioni alle autorità cinesi che permetteva loro di identificare gli autori di email che affrontavano questioni politiche e che il giornalista Shi Tao, per questo, era stato condannato nel 2005 a 10 anni di prigione per eversione e oggi si trova ancora dietro le sbarre. La censura arriva circa a due mesi dal primo lancio del telefonino Apple in Cina da parte di Unicom, compagnia di telefonia mobile cinese. Al momento cinque risultano le applicazioni censurate dal famoso AppStore di Apple che invece compaiono regolarmente in molti altri paesi dove iPhone viene distribuito. Alcune di queste –Dalai Quotes, Dalai Lama Quotes e Dalai Lama Prayerwheel – pubblicano quotidianamente i pensieri del leader spirituale tibetano. Un’altra, Paging Dalai Lama, raccoglie i suoi insegnamenti, ma ciò che sorprende di più è la censura operata sull’applicazione Nobel Laureates che raccoglie informazioni e biografie su tutti i premi Nobel compreso, ovviamente, il Dalai Lama. Nessuna ricerca del termine “dalai” sortisce dunque risultati nell’AppStore degli iPhone cinesi. A chi chiedeva delucidazioni in merito la portavoce di Apple, Trudy Miller, si è limitata a dichiarare che “non tutte le applicazioni sono disponibili per tutti i paesi”. Da questo punto di vista è vero che Apple permette agli sviluppatori di scegliere in quali paesi distribuire le proprie applicazioni, ma risulterebbe alquanto strano che le applicazioni sul Dalai Lama non venissero vendute proprio in Cina per scelta dei loro creatori, come sembrano peraltro confermare gli stessi sviluppatori. James Boldiston, per esempio,  sviluppatore di 10 conditions – un’applicazione su Rebiya Kadeer, militante cinese attiva nella difesa dei diritti umani e della comunità uigura della regione nord-occidentale del Xinjiang – sostiene di aver messo a disposizione la sua applicazione in tutti i paesi del mondo, ma che stranamente l’applicazione non risulta nell’AppStore cinese, e senza nessuna comunicazione al riguardo da parte di Apple.

Vale, inoltre, la pena ricordare che le autorità cinesi chiesero ad Apple, in occasione dei giochi olimpici in Beijing, di censurare una compilation di canzoni tibetane messe in vendita sullo store americano di iTunes, accessibile anche in Cina. Il pensiero indipendente di Apple lascia dunque posto al solo modo di pensare delle autorità locali rimanendo indifferente alle violazioni che sta operando, alla pari di Google e Yahoo, sulle norme internazionali che regolano il diritto di tutti i popoli alla libertà d’espressione. Questi diritti per essere riconosciuti hanno richiesto la vita di chi veramente è riuscito a vedere le cose in maniera diversa e a cambiare il mondo, ma per Apple questi valori evidentemente sono valsi solo una campagna pubblicitaria di facciata ben costruita.


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