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Articoli April, 1st 2010 by oogo

Anno 2.0

Non saranno i 120.000 accessi di utenti unici collegati contemporaneamente a Raiperunanotte o i milioni di spettatori che hanno segnato il 13% dello share, le migliaia di giovani che hanno affollato le 200 piazze d’Italia difronte a questo grande evento che veniva trasmesso sui megascreen e quanti lo seguivano alla radio in autostrada, a cambiare la storia di un paese che reagisce con passione a chi vuole togliergli la libera informazione. Tuttavia, ciò a cui abbiamo assistito la sera di giovedì 25 marzo 2010 rappresenta sicuramente un evento senza precedenti: il momento in cui piazze materiali e immateriali, attraverso tutti i loro canali mediatici – tv, radio, satellite, web, social network, blog – sono riuscite a convergere e interagire in tempo reale all’interno di una grande piattaforma informativa multicanale.
Una svolta epocale nella storia della televisione e dei media e forse l’inizio tangibile di una vera e propria ri-mediazione operata dalla rete – e non intendo fatta di Internet, quanto piuttosto di reti sociali – sui mezzi di informazione, proprio quei mezzi di informazione che finora hanno fatto la fortuna di chi oggi li vorrebbe imbavagliare e che non sa più come controllare.
Forse solo un esperimento mediatico, probabilmente difficile da replicare (se non altro in termini economici), ma che esplode nell’overground la realtà di un substrato sociale italiano che oggi preferisce la multicanalità come osservatorio informativo e non più i media generalisti se alle 22 i tweets di Raiperunanotte raggiungevano i tweets di Obama, mentre su Facebook e sugli altri social media si moltiplicavano in maniera incalcolabile fiumi di commenti su ciò che stava accadendo amplificandone il messaggio secondo linguaggi, narrazioni e punti di vista diversi tra loro. Ma ciò che veramente segna la svolta è stata la concentrazione simultanea di questi messaggi all’interno di un unico palinsesto multimediale e soprattutto in una unità di tempo, pur sempre non di luogo, per chi è abituato in rete a divergere il proprio pensiero sempre in differita e su spunti di riflessione eterogenei. A Raiperunanotte, al contrario, il tempo scandito dallo streaming in rete dello show televisivo ha fatto da collante e integrato in maniera organica un sistema relazionale di comunicazioni molto più esteso e diversificato trasformandolo nel giro di sole tre ore nell’evento più importante avvenuto in rete in Europa e il quinto su scala mondiale.
Un altro avvenimento nell’estate del 1969 segnò una svolta nella storia della televisione, quando milioni di persone con gli occhi incollati a uno schermo seguirono con entusiasmo il primo uomo che metteva piede sulla luna. Solo un uomo in quel momento non poteva vedere cosa stava succedendo: quell’uomo era Michael Collins, proprio l’astronauta che era rimasto a volteggiare sul modulo di comando in attesa del rientro dei suoi compagni. Paradossalmente l’uomo più vicino e nello stesso tempo più lontano da quell’istante epocale.
Se quell’evento segna in chiave simbolica l’evoluzione della televisione del XX secolo, ossia la presa di coscienza di una realtà mediata dove si oggettivizzano le aspirazioni di una società massificata, quello di giovedì sera è stato forse il momento in cui le singole aspirazioni soggettive degli spettatori interagenti hanno scomposto e ridefinito messaggi, montaggi e inquadrature di quella realtà per costruire linguaggi e prospettive nuovi e diversificati.
Quello che non sappiamo ancora, tanto nel primo quanto nel secondo caso, è se mai l’uomo sia riuscito a toccare realmente la luna.

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